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αὐξανόμενοι εἰς τὴν ἐπίγνωσιν τοῦ Θεοῦ

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Giuseppe Guarino

COLOSSESI

tradotta dal testo critico maggioritario

edito da

Wilbur N. Pickering

 

 

    INTRODUZIONE

  La traduzione che presento qui è quella del testo Maggioritario del Nuovo Testamento, come ricostruito dal dott. Wilbur N. Pickering, disponibile gratuitamente sul sito www.walkinhiscommandments.com. Lo ringrazio per avermi dato il suo consenso ad utilizzarlo.

Il testo Maggioritario del Nuovo Testamento è una ricostruzione critica che si avvicina molto a quella tradotta da Giovanni Diodati nel 1607. E’ simile ma non identica.

Il Textus Receptus fu la il testo greco del Nuovo Testamento di Erasmo da Rotterdam che, nelle sue varie edizioni, rimase praticamente l’unico in uso fino a quando, sul finire del XIX secolo, furono disponibili i codici Vaticano e Sinaitico, sulla base dei quali, nel 1881, gli inglesi Westcott e Hort pubblicarono la loro edizione del Nuovo Testamento, che in un certo senso lo spodestò.

Sulla scia di questi due studiosi, la scuola di pensiero che predilige le letture attestate dal cosiddetto testo alessandrino - egiziano in genere, ha ottenuto un consenso quasi unanime e i testi critici comparsi nell’ultimo secolo, sono quasi tutti dipendenti da questa scuola di pensiero.

Diverse sono state le reazioni contro il testo chiamiamolo “moderno”. Quella in un certo senso estrema difende il Textus Receptus, con le sue peculiarità. Una posizione diffusa fra i fondamentalisti anglo-sassoni sostenitori della King James Version inglese del 1611. La loro è una tesi difficilmente sostenibile alla luce delle prove oggettive offerte dalle evidenze manoscritte disponibili.

Più plausibile è la posizione degli studiosi che sostengono la testimonianza del cosiddetto testo Maggioritario, il testo presente nella maggioranza dei manoscritti del Nuovo Testamento greco. Questo tipo di testo [1]  veniva chiamato Bizantino da Westcott e Hort, “etichetta” che tradiva la convinzione che

il testo greco che si trova nella stragrande maggioranza dei manoscritti del Nuovo Testamento greco fosse soltanto il frutto di una deliberata revisione ed edizione. Questa teoria è prima di qualsiasi fondamento storico, vista la più totale assenza di prove oggettive che dimostrino un evento tanto clamoroso. Negli apparati critici moderni questo testo viene oggi indicato con una M.

Personalmente, insieme ai sostenitori classici di questo testo, mi piace definirlo “Tradizionale”, termine che sottintende la concezione che esso rappresenti la diretta e fedele opera di preservazione del Nuovo Testamento della Chiesa.

Qualunque opinione, comunque, si intrattenga, il testo maggioritario rappresenta un importante testimone nella trasmissione del testo originale del Nuovo Testamento.

La traduzione dell’epistola ai Colossesi che presento qui è, quindi, quella del testo Maggioritario.

Come noterà il lettore più attento, le differenze col Textus Receptus tradotto in italiano nella Diodati e Nuova Diodati, sono poche. E del resto, anche con il testo moderno, visto che, non dobbiamo dimenticarlo, il Nuovo Testamento è sempre un libro che possiede prove della sua conservazione uniche per attendibilità, antichità e numero.

  

    LA TRADUZIONE

  Leggo da diversi anni il testo greco in originale e ringrazio Dio per questo che considero un vero e proprio dono che viene da Lui. A Lui quindi va ogni merito per questa mia capacità.

 Questi i testi che utilizzo di solito nei miei studi e che ovviamente ho consultato per tradurre al meglio.

 The NKJV Greek-English Interlinear New Testament, 1994, Thomas Nelson.

 Nestle-Aland, Greek-English New Testament, 1998, Deutsche Bibelgesellschaft.

 Bruce Metzger, A Textual Commentary on the Greek New Testament, 1994, Deutsche Bibelgesellschaft, United Bible Societies.

 Jay P. Green, Sr., Pocket Interlinear New Testament, 1986, Baker Book House.

 Ho inoltre consultato la Diodati, la Riveduta Luzzi e la Nuova Riveduta.

  

    LE NOTE

 Le note a piè di pagina sono state aggiunte per informare il lettore su alcuni dettagli:

  - L’espressione letterale del testo, dove ho preferito non tradurre letteralmente, come invece mi piace fare di solito.

  - Il significato specifico di alcuni termini più evidenti nella lettura del greco che nella traduzione.

  - le varianti testuali, cioè le scelte alternative al testo Maggioritario. Come punto di riferimento ho scelto ovviamente il testo critico Nestle-Aland, la 27a edizione, che è corredato da un eccellente apparato critico. Ho attinto anche al commentario testuale di Bruce M. Metzger. Ho specificato anche qualche dettaglio sulle letture dei manoscritti (di alcuni soltanto) che hanno motivato le scelte degli editori del Nestle-Aland.

Come si vedrà chiaramente però, le varianti presenti nei manoscritti, sono poche e di valore davvero prossimo a zero per il significato del testo.

  

    ABBREVIAZIONI

 Queste le abbreviazioni che ho utilizzato:

 Lett. – indica “letteralmente”.

 N-A – Indica il testo greco Nestle-Aland.

 B o Vaticano – è un manoscritto risalente al IV secolo.

 Alef, prima lettera dell’alfabeto ebraico, o Sinaitico – è un manoscritto del IV secolo.

 P46 – è il nome di un famoso papiro biblico. I papiri sono tutti catalogati con una P seguita da un numero progressivo.

 Le altre lettere maiuscole e i numeri indicano manoscritti biblici.

    


Epistola di Paolo Apostolo ai

Colossesi

 

Capitolo 1

1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, 2 ai santi e fedeli fratelli in

Cristo che sono nella città di Colosse. Grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo[2].

3 Ringraziamo Dio e [3] Padre del Signore nostro Gesù Cristo, pregando sempre per voi, 4 avendo

appreso [4] della fede vostra in Cristo Gesù e dell’amore il quale avete verso tutti i santi, 5 a motivo della

speranza che è riposta per voi nei cieli, circa la quale avete già in precedenza udito nella parola della verità,

6 (l’evangelo, il quale è arrivato a voi come anche in tutto il mondo, e che sta portando frutto e sta

crescendo come anche fra voi, dal giorno nel quale avete udito e conosciuto la grazia di Dio in verità), 7

come anche avete imparato da  Epafra, il nostro amato conservo, il quale è fedele servitore di Cristo per

voi, 8 il quale ancora ha dichiarato a noi il vostro amore nello Spirito.

 

9. Per questo anche noi, dal giorno in cui abbiamo udito ciò, non smettiamo di pregare per voi e di

chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà in ogni sapienza e intelligenza spirituale[5], 10

conducendovi come santi del Signore in tutto compiacendogli, in ogni buona opera, portando frutto e

crescendo nella conoscenza di Dio, 11 fortificati in ogni modo secondo la potenza della sua gloria per ogni

pazienza e lungimiranza, 12 ringraziando con gioia il Padre, il quale ci[6] ha reso degni di partecipare alla

sorte dei santi nella luce. 13 Egli ci ha riscossi dall’autorità delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del

suo amato Figlio, 14 nel quale abbiamo la redenzione, per mezzo del suo sangue[7], la remissione dei

peccati.[8]

 

15 Egli è l’immagine dell’invisibile Dio, il primogenito[9] di ogni creatura, 16 perchè in lui sono state

create tutte le cose – le cose nei cieli e le cose sulla terra, cose visibili e cose invisibili, siano troni, signorie,

potenze o autorità – tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Ed egli è prima di

tutto, e tutte le cose sussistono in lui. 18 Ed egli è il capo del corpo, che è la chiesa, egli è il principio, il

primogenito dai morti, affinchè egli detenga il primato in ogni cosa. 19 Poichè in lui si è compiaciuta di

dimorare tutta la pienezza[10] 20 e per mezzo di lui sono riconciliate tutte le cose per lui, avendo fatto

pace per mezzo del sangue della sua croce, per mezzo di lui, sia le cose sulla terra che quelle nei cieli.

21 Anche voi che una volta eravate stranieri e nemici nella mente, nelle opere malvagie, 22 adesso siete

riconciliati nel corpo della sua carne, per mezzo della sua morte, per presentarvi senza macchia ed

irreprensibili e immacolati alla sua presenza, 23 se rimanete fermi nella fede, fondati e immobili, e non

sarete smossi dalla speranza dell’evangelo, il quale avete udito, che è predicato fra tutte le creature che

sono sotto il cielo, del quale io, Paolo, sono stato fatto ministro.

 

24. Ora, io gioisco nelle mie sofferenze per voi e compio quello che manca alle afflizioni di Cristo nella

mia carne per il suo corpo, che è la chiesa. 25 Della quale io sono stato fatto ministro, secondo il

proponimento di Dio, il quale egli mi ha dato per voi, cioè compiere la Parola di Dio, 26 il mistero che è

stato nascosto da età e da generazioni, ma ora è stato manifestato ai suoi santi, 27 ai quali Dio ha voluto

far conoscere qual è la ricchezza della gloria di questo mistero fra le genti, che è Cristo fra voi, la speranza

della gloria. 28 Lui noi proclamiamo, ammonendo ogni uomo e insegnando ad ogni uomo con ogni

saggezza, affinchè presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo. 29 Per questo io mi adopero, lottando

secondo la sua forza che opera in me con potenza.

 

Capitolo 2

1. Voglio infatti che sappiate quale ardua lotta io sostengo per voi e per coloro che sono a Laodicea, e per

quanti non mi hanno conosciuto di persona[11], 2 affinchè siano consolati i loro cuori, essendo uniti

nell’amore, e pervenendo a tutte le ricchezze della piena sapienza dell’intelligenza, giungano alla eccellente

conoscenza[12] del mistero di Dio e Padre e di Cristo[13], 3 nel quale sono nascosti tutti i tesori della

sapienza e della conoscenza.

4. Questo vi dico affinché nessuno vi circuisca con un parlare ingannevole 5 perché sebbene io non sia fra

voi[14], nello spirito io sono con voi, gioendo e vedendo il vostro ordine e la fermezza della vostra fede

verso Cristo.

6. Perciò così come avete ricevuto Cristo Gesù il Signore, in lui conducetevi[15], 7 radicati ed edificati in

lui e confermati nella fede, come vi è stato insegnato, abbondando in essa con ringraziamento.

8. Guardate affinché non vi sia nessuno che vi irretisca per mezzo della filosofia e vano inganno, secondo

la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. 9 Poiché in lui dimora

tutta la pienezza della Deità[16] corporalmente. 10 E voi siete completi in lui, che è il capo di ogni signoria

ed autorità. 11 In lui anche siete stati circoncisi, con una circoncisione non fatta con mani, avendo svestito

il corpo dei peccati[17] della carne, per mezzo della circoncisione di Cristo. 12 Essendo anche voi in lui

sepolti nel battesimo, in lui ancora siete resuscitati per mezzo della fede della potenza di Dio, il quale lo ha

fatto risorgere dai morti. 13 E voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne,

egli ha vivificato con lui, perdonandoci tutti i peccati, 14 avendo cancellato i dogmi scritti con mano che

erano contro di noi, i quali ha tolto di mezzo, inchiodandoli alla croce, 15 avendo disarmato signorie ed

autorità, avendone fatto apertamente un esempio, trionfando su di loro in lui.

16 Quindi nessuno vi giudichi da quello che mangiate o bevete[18], né dall’osservanza di feste o

ricorrenze[19] o sabati, 17 che sono l’ombra delle cose che dovevano venire, ma il corpo è di Cristo. 18

Nessuno vi condanni, insistendo su una falsa umiltà e sull’adorazione degli angeli, mettendo il piede in cose

che non ha visto, gonfiandosi per la la mente della propria carne, senza motivo, 19 e non attenendosi al

capo, dal quale tutto il corpo, per mezzo delle giunture e dei legamenti, ben fornito ed unito, cresce,

attingendo per la sua crescita a Dio[20].

20 Se dunque con Cristo siete morti agli elementi del mondo, perchè, come se foste viventi nel mondo, vi

fate imporre: 21 non toccare, non assaggiare, non maneggiare, 22 (cose tutte che periscono con l’uso)

secondo i comandamenti e gli insegnamenti dell’uomo? 23 Tali cose in verità hanno soltanto un’ apparenza

di avere sapienza nella religione volontaria e in falsa umiltà e non risparmiano il corpo, non per alcun

onore, ma al fine di soddisfare la carne.

 

Capitolo 3

1 Se dunque siete resuscitati con Cristo, cercate le cose di sopra, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio. 2

Ponete mente alle cose di sopra, non a quelle che sono sulla terra, 3 in quanto siete morti e la vita vostra è

nascosta con Cristo in Dio. 4 Quando Cristo, la vita nostra[21], apparirà, allora anche voi con lui

apparirete in gloria.

5 Mortificate, quindi, le membra vostre che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri

cattivi, e l’avarizia che è idolatria, 6 per le quali cose arriva l’ira di Dio su tutti coloro che sono ribelli[22].

7 Fra costoro anche voi vi conducevate un tempo, quando vivevate di queste cose. 8 Ma ora, anche voi,

mettete da parte tutte queste cose: ira, risentimento, malvagità, bestemmia, maldicenza; siano fuori dalla

vostra bocca. 9 Non mentite gli uni gli altri, avendo spogliato l’uomo vechio dai suoi atti 10 ed avendo

vestito il nuovo, il quale si rinnova nella conoscenza, secondo l’immagine di colui che lo ha creato.

11 Non vi è più né greco né giudeo, circoncisione ed incirconcisione, barbaro, scita, servo o libero, ma

Cristo è ogni cosa e in tutti.

12 Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, santi ed amati, di sentimenti di misericordia, benignità, umiltà,

mansuetudine, pazienza. Sopportatevi a vicenda e, se qualcuno ha una qualche questione contro ad un

altro, perdonatevi. Come anche Cristo[23] ha perdonato noi, così fate anche voi. 14 Ma sopra tutte queste

cose, rivestitevi dell’amore, che è il legame della perfezione. 15 Sia sovrana nei vostri cuori la pace di Dio,

alla quale ancora siete stati chiamati in un corpo. E siate riconoscenti.

16 La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, insegnando e ammonendo gli uni gli altri, con ogni

sapienza, con salmi, inni e canzoni spirituali, cantando con grazia a Dio nel vostro cuore.

17 E qualsiasi cosa facciate, quando parlate o agite[24], fate tutto nel nome del Signore Gesù, ringraziando

Dio e Padre[25] per mezzo di lui.

 

18 Mogli siate soggette ai vostri mariti, come è bene nel Signore.

19 Mariti amate le vostre mogli e non vi inasprite con loro.

20 Figli obbedite ai genitori in ogni cosa perchè ciò è bene nel Signore.

21 Padri non provocate i vostri figli, affinchè non si perdano d’animo.

22 Servi obbedite in ogni cosa a coloro che sono i vostri signori in questa vita terrena[26], non servendo

badando all’apparenza, come per compiacere agli uomini, ma con cuore sincero, temendo Dio.

23 In tutto ciò che fate, operate di buon animo come per compiacere il Signore e non gli uomini, 24 sapendo

che dal Signore riceverete la ricompensa dell’eredità. Perchè voi servite Cristo il Signore. 25 Chi fa il male

riceverà male, e non vi saranno particolarità per nessuno.    

 

Capitolo 4

1 Signori, riconoscete ai vostri servi quello che è giusto e spetta loro, sapendo che anche voi avete un

Signore nei cieli.

 2 Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con ringraziamento. 3 Pregate insieme anche per noi,

affinchè Dio ci offra l’opportunità di annunciare[27] la Parola, per parlare del mistero di Cristo (per la quale

cosa anche sono prigioniero) 4 affinchè lo faccia conoscere come bisogna che io ne parli. 5 Comportatevi

saggiamente con i non credenti[28], fate buon uso del tempo. 6 Il vostro parlare sia sempre con grazia,

condito con sale, sapendo come bisogna che rispondiate a ciascuno.

7 Circa tutte le cose che mi riguardano vi informerà Tichico, il fratello amato, ministro fedele e compagno

di servizio nel Signore, 8 il quale vi ho mandato per questo, affinché vi faccia conoscere le cose che mi

riguardano e consoli i vostri cuori, 9 con Onesimo, il fratello amato e fedele, il quale è uno di voi. Vi

informeranno di tutte le cose che succedono qui.

10 Vi saluta Aristarco, mio compagno di prigionia, e Marco il cugino di Barnaba (circa il quale avete

ricevuto disposizioni: se viene presso voi, ricevetelo), 11 e Gesù che è chiamato Giusto, i quali sono della

circoncisione. Loro soltanto collaborano per il regno di Dio. Essi sono diventati il mio conforto.

12 Vi saluta Epafra, che è uno di voi, servo di Cristo, il quale lotta sempre per voi nelle preghiere, affinché

siate saldi, perfetti e completi in tutta la volontà di Dio. 13 A lui rendo testimonianza che ha molto zelo per

voi, e per coloro che sono a Laodicea e coloro che sono a Ierapoli.

14 Vi saluta Luca, il dottore amato, e Dema. 15 Salutate i fratelli a Laodicea, e Ninfa e la chiesa che è in

casa sua.

16 E quando sarà letta l’epistola fra voi, fate che sia letta anche nella chiesa a Laodicea, e anche quella che

viene da Laodicea venga letta a voi.

17 E dite ad Archippo, “Curati[29] del ministero che ti è stato dato nel Signore per portarlo a

compimento.”

18 Il saluto di mia mano: di Paolo. Ricordatevi della mia prigionia[30]. La grazia sia con voi. Amen[31].  


 

[1] Parlo di “tipi di testo” per amore di semplicità, mentre in realtà è mia opinione che una

 schematizzazione rigida dei manoscritti del Nuovo Testamento sia impossibile, ma molto comoda.

Purtroppo gli scribi antichi non avevano in mente le nostre necessità critiche, piuttosto le loro.

[2] “e dal Signore Gesù Cristo” è omesso da N-A. L’omissione è supportata da B, D, K, 33. Il testo

 Maggioritario si trova anche in Alef, A e C.

[3] “e” è omesso da N-A.

[4] Lett. Udito

[5] Le tre: “conoscenza”, in greco “epignosis”, “sapienza”, in greco “sofia”, “intelligenza”, in greco “sinesei”,

 torneranno con un ancora più marcato tono antignostico al capitolo 2. 

[6] N-A ha “vi ha...”, che nell’originale greco consiste nel cambiamento di “noi” in “voi”, possibile, come

 in Italiano, sostituendo una sola lettera. “Noi” oltre ad essere supportato dal testo Maggioritario si trova

 anche in A, C, D e 33. Il testo del N-A si trova nei codici Vaticano (B) e Sinaitico (Alef).

[7] “per mezzo del suo sangue” è omesso da N-A.

[8] Stupendo il concetto di questo brano: In Lui, in Cristo, in virtù del suo sacrificio che ha pagato il

 prezzo, abbiamo la libertà, realizzata nel perdono dei peccati.

[9] Primogenito, prototocos, in greco non è preceduto dall’articolo determinativo. Ciò a sottolineare la

 qualità, le prerogative della primogenitura, sottolineata in questo brano, che sono di Cristo.

 L’affermazione che segue immediatamente è esplicativa di questo, come anche la conclusione: “egli è il

 principio, il primogenito dai morti, affinchè egli detenga il primato in ogni cosa.”, v.18.

[10] Il termine “pienezza” traduce il greco pleroma. La forza di questo termine si perde nella traduzione.

 Esso è, infatti, in sé riepilogativo del suo significato più ampio che troviamo in Col 2:9: “Poiché in lui

 dimora tutta la pienezza della Deità corporalmente.”

[11] Lett. “non hanno visto la mia faccia nella carne”.

[12] La polemica antignostica è molto forte, vedi nota in 1:9. All’intelligenza, sapienza e conoscenza degli

 gnostici, umana, Paolo oppone Cristo: in lui “sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza”,

 v.3. Al v. 2 ho tradotto la parola “tes plerosofias” “piena sapienza”, anziché “piena certezza”, come

 imporrebbe l’uso nel Nuovo Testamento. Questo per non fare scomparire l’intento di Paolo, evidente

 nell’originale, di menzionare nuovamente: sapienza, intelligenza e conoscenza. Sempre per cercare di

 trasmettere al lettore la sensazione delle sfumature dell’originale ho preferito tradurre “eccellente

 conoscenza” la parola greca originale “epignosis” proprio perchè è chiaro che Paolo intende contrapporre

 alla “gnosis”, conoscenza, così tanto cara alla dottrina gnostica da darne la definizione, la “epignosis”, la

 conoscenza superiore cristiana.

[13] Il N-A, supportato da P46 e dal codice Vaticano, legge: “nel mistero di Dio, Cristo...”

[14] Lett. “Io sia assente nella carne”

[15] Lett. “camminate”.

[16] Già nella nota a Col. 1:19 abbiamo detto che la parola “pienezza” traduce il greco “Pleroma”, termine

 che è chiaro dall’uso, racchiude in sé, quasi come una terminologia propria, tecnica, un significato più

 ampio. Cosa implica è ora dichiarato apertamente qui: “in lui dimora tutta la pienezza della Deità

 corporalmente”. In greco “en auto katoikei pan to Pleroma tes Theotetos somatikos”. La parola Theotetos

 completa Pleroma, che ora comprendiamo chiaramente che va intesa come: “la pienezza degli attributi

 della Deità”. La fortissima dichiarazione di Colossesi 2:9 si chiude con un’espressione che rende ancora

 più significativo ciò che la precede. Per questo, rispettando l’ordine delle parole e il crescendo ed enfasi

 dell’originale, ho preferito lasciarla per ultima. Paolo, infatti, non solo dice che in Cristo “dimora tutta la

 pienezza della Deità”, ma afferma che questi attributi dimorano in lui “corporalmente”. E’ la totale

 chiusura ed il rifiuto definitivo delle dottrine gnostiche che insidiavano la chiesa di Colosse! E, se mi si

 permette, è anche il colpo definitivo contro le dottrine che, anche ai giorni nostri, negano la deità di

 Cristo.

[17] “dei peccati” è omesso dal N-A, seguendo la lezione di Vaticano, Sinaitico, A, C, D, 33.

[18] Lett. “In cibo o bevanda”.

[19] Lett. “lune nuove”

[20] Lett. “Cresce della crescita di Dio.”

[21] Il N-A ha invece “vostra”, supportato da P46, Vaticano e Sinaitico, C, D e 33.

[22] Lett. “i figli della disobbedienza”.

[23] Il N-A ha invece di “Cristo”, “il Signore”, lettura che si trova in P46, A, B, F, G. Il manoscritto 33 ha

 una lettura molto interessante: “Dio in Cristo”.

[24] Lett. “in parola o in opera.”

[25] Il N-A ha “Dio Padre” seguendo Vaticano, Sinaitico, P46, A, C.

[26] Lett. “nella carne”.

[27] Lett. “ci apra la porta della Parola”.

[28] Lett. “quelli di fuori”.

[29] Lett. “Guarda”.

[30] Lett. “catene”.

[31] “Amen” è omesso dal N-A, con il sostegno dei manoscritti Vaticano, Sinaitico, A, C, F, G, 33.