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αὐξανόμενοι εἰς τὴν ἐπίγνωσιν τοῦ Θεοῦ
Giuseppe Guarino
Questa mappa mostra il medio-oriente antico, la Mesopotamia, la Siria, la Palestina. E' questo il teatro, insieme all'Antico Egitto, dove compaiono le civiltà più antiche della storia. La cartina è tratta dal sito internet: www.fontes.Ist.edu.jpg
altre cartine geografiche della zona La cronologia che segue, presenta i principali regni che emersero in questa attivissima regione, dall'alba della storia fino all'arrivo di Alessandro Magno. All'interno di questi movimenti, nascere e tramontare di civiltà e popoli, proverò a tracciare il percorso del popolo di Dio, Israele, dal patriarca Abramo in avanti. Bisogna tenere presente che le date sono sempre approssimative in quanto rapportate al nostro calendario che, per quanto diffuso oggi possa essere, non è né perfetto né più che una convenzione per misurare il tempo. E' il calendario al servizio del tempo e degli eventi storici, per permetterci di percepirne un inquadramento storico e non il contrario. Le date nello schema che segue cominciano da avanti Cristo, a.C.
E' qui in Mesopotamia che nascono le prime città al mondo ad opera del popolo dei Sumeri. Sono Eridu, Uruk, Nippur, Ur, Umma, Lagash. Grazie ad una serie di condizioni favorevoli, il villaggio, piccolo agglomerato agricolo-pastorale, cresce fino a divenire la città: in embrione, il modello delle città dove ancora oggi noi viviamo; il primo passo in una direzione nella quale ci stiamo tutt'ora muovendo. La città è centro di trasformazione, scambio e servizi. E' il punto di riferimento per un razionale ed organizzato sfruttamento delle risorse del territorio. E' qui che con l'organizzazione più complessa del vivere umano, viene segnata una tappa fondamentale del progresso: la creazione di metodi di misura spersonalizzati e generalizzati, pratici e indispensabili per una economia complessa. Furono stabilite misure standard per il peso, per la capacità, per la misura. Il sistema sumerico era sessagesimale, basato quindi su multipli di sei e di dieci. Ad esempio: 1 talento equivaleva a 60 mine; 1 mina a 60 sicli. Ciò non ci deve sconvolgere più di tanto. Il nostro sistema di misure, ad esempio, è basato su un sistema decimale, così come quello di peso. Ma così non è, ad esempio, nei paesi anglosassoni. Il nostro sistema di misurazione del tempo è strettamente imparentato con quello sumerico. Il loro calendario infatti prevedeva 360 giorni l'anno, che era composto da 12 mesi di 30 giorni l'uno. Il giorno era diviso in ore e minuti. Come ben si vede, il nostro calendario ha perfezionato il sistema originario per la misurazione del tempo ma non lo ha rivoluzionato. Nella misurazione del tempo non viene adottato il sistema decimale. Infatti l'ora è composta da 60 minuti (e non da 100) e un minuto è composto da 60 secondi (e non da 100). L'organizzazione e lo sfruttamento ottimale del territorio con il conseguente aumento della produzione alimentare corrisponde ad una spinta demografica che contribuisce, in un ciclico causa-effetto-causa, alla crescità della popolazione delle città.
Per quello che ne sappiamo la scrittura fu introdotta in Mesopotamia dai Sumeri, circa 3300 anni prima di Cristo. Fu un invenzione pratica, legata alle necessità amministrative crescenti delle comunità cittadine e di uno Stato sempre più complesso. I primi testi furono di natura amministrativa ma subito si affiancarono quelli di natura scolastica. L'importanza di tale invenzione è evidente. La scrittura permise di rappresentare, ordinare e catalogare la realtà e quindi di poterla controllare. Fu naturale che i detentori di questo nuovo "potere", gli scribi, assumessero un'importanza fondamentale all'interno di uno stato organizzato. L'importanza dell'apporto dei Sumeri nel campo della scrittura fu determinante ed influenzò tutta la Mesopotamia. Quando il sumerico divenne una lingua morta a favore dell'accadico, dopo la fine dell'impero di Ur III, questa lingua rimase comunque indispensabile per il bagaglio culturale degli scribi, fondamentale per una esatta comprensione della scrittura anche se questa era al servizio della lingua accadica. Il prossimo fondamentale passaggio nella storia della scrittura sarebbe stato la nascita dell'alfabeto, che aprì le porte alla scrittura come la conosciamo oggi nel mondo occidentale. Ma dovremo attendere i ritrovamenti di Ugarit risalenti a circa due millenni più tardi.
Sebbene siamo certi dell'esistenza di questa città e della sua passata gloria, gli scavi non hanno a tutt'oggi riportanto alla luce la località esatta dove essa sorgeva. Con il fondatore del primo impero della storia, Sargon, appunto re di Akkad, per la prima volta in Mesopotamia l'elemento semitico prevale su quello sumerico. Sono i re della dinastia di Akkad ad assumere per primi il titolo di "re delle quattro parti della terra". Questa la successione dei re di Akkad:
Rimush Nanishtusu Naram-Sin. E' famoso perchè distrusse la città di Ebla.
All'impero di Akkad pone fine l'invasione da
parte di un popolo proveniente dal nord, i Gutei. La loro presenza in
Mesopotamia apre una parentesi (2120-2000 a.C.), alla quale porranno fine i
re Sumeri di Lagash, Uruk e soprattutto la terza dinastia di UR che
costituirà un impero al pari di quello di Sargon.
La città di Ebla,
ben visibile nella ripresa satellitare qui accanto, conobbe un periodo di particolare
splendore proprio fra il 2500-2300 a.C. quando venne distrutta da Naram-Sin
della dinastia di Akkad. nella foto una delle tavolette ritrovate ad Ebla Per quanto riguarda la scoperta di Ebla e gli scavi che ne sono seguiti, è con particolare orgoglio che dobbiamo menzionare il merito delle spedizioni italiane.
L'invasione dei Gutei si concluse con la rinascita dell'elemento sumerico. In questo periodo emerge la dinastia di Lagash dove spicca Gudea, con la grande quantità di testi e di opere che si produssero nel suo regno.
Toccò al re della quinta dinastia di Uruk, Utu-Khegal porre fine definitivamente al dominio Guteo. Ma ad emergere fra le varie dinastie fu la terza dinastia di Ur, che creò un impero degno successore di quello di Sargon. Nella foto le rovine di Ur. L'imponente ziggurat è visibilissima anche dall'alto
A sinistra la ziggurat di Ur in foto da altra angolazione, con una ricostruzione di come doveva apparire 4000 anni fa.
Il primo codice del quale si abbia memoria è proprio quello emanato da Ur-Nammu, di molti secoli più antico di quello famoso re babilonese Hammurabi. E' molto emozionante leggere questo codice. Il testo sono riuscito a rinvenirlo nella wikipedia, ma in inglese. Ne presento qui la mia traduzione di alcune parti. Questa parte dell'introduzione al codice. I nomi in corsivo sono di divinità sumere. Da notare il titolo assunto di "re di Sumer ed Akkad" utilizzato per rivendicare l'universalità del regno di Ur. "Quando An ed Enlil ebbero lasciato il regno di Ur a Nanna, a quel tempo Ur-Nammu, figlio di Ninsun, per la sua amata madre che lo partorì, secondo i suoi principi di equità e verità... Quindi Ur-Nammu il potente guerriero, re di Ur, re di Sumer e di Akkad, per il potere di Nanna, signore della città, e secondo la vera parola di Utu, stabilì equità nel paese; bandì la maledizione, violenza e le contese...l'orfano non fu più consegnato al ricco; la vedova non fu più consegnata al potente..." Queste alcune leggi: - Se un uomo commette un omicidio, quell'uomo deve essere ucciso. - Se un uomo commette un furto, egli sarà ucciso. - Se un uomo rapisce qualcuno, egli deve essere imprigionato e pagare 15 shekels di argento. - Se un uomo divorzia dalla sua prima moglie, egli dovrà pagarle una mina d'argento. - Se egli divorzia da una donna che era vedova, egli pagherà mezza mina d'argento. - Se l'uomo ha dormito con la vedova senza che vi sia stato un contratto di matrimonio, egli non dovrà pagare alcun argento. - Se un futuro genero entra nella casa del suo futuro suocero, ma suo suocero da sua figlia in moglie ad un altro uomo, il suocero restituirà al genero rifiutato il doppio dell'ammontare dei regali di fidanzamento che egli aveva portato." E' chiaro anche dal semplice indizio del matrimonio già inteso come "contratto" che l'impero di Ur doveva possedere una organizzazione statale complessa e organizzata. E così era, come dimostrano tanti altri documenti che ci giungono a testimoniare di Ur III.
Isin e Larsa e il tramonto dei Sumeri
Con la caduta di Ur da parte di Elam, Ishbi-Erra fondatore della dinastia di Isin, si vide come il continuatore dell’impero. Egli assume il titolo di “re delle quattro parti della terra”, sebbene l’estensione dell’influenza di Isin nella regione fu molto più limitata di quella di Ur. Già il successore Lipit-Ishtar che la dinastia di Isin ha termine, lasciando il posto a quella di Larsa, la cui ascesa comincia con Gungunum che si proclama “re di Sumer e di Akkad”. E’ un periodo di cambiamenti. Etnicamente l’elemento accadico-amorreo prende il sopravvento. Linguisticamente l’accadico rimpiazza il sumerico. Quest’ultima non sarà più una lingua parlata, sebbene rimane fondamentale negli studi degli scribi assumendo il ruolo di “lingua sacra”, paragonabile al latino medievale. Il sistema di scrittura passa dal sumerico all’accadico. Compare comunque sulla scena una nuova città, che andrà ad assumere un posto sempre di maggiore rilievo nella regione, Babilonia.
Comincia in questo periodo l'ascesa della potenza babilonese, creando quella contrapposizione – Assiria al Nord e appunto Babilonia al sud – che caratterizzerà la storia della Mesopotamia fino all’arrivo dei Persiani di Ciro nel IV secolo A.C. Già nel periodo di Larsa, la sua provincia è piuttosto estesa, ma è con il famoso Hammurabi che essa raggiunge il suo apice. Capovolgendo una serie di alleanze, Hammurabi riesce ad espandere il suo regno assoggettando Eshunna sul Tigri, Larsa a Sud e Mari a Nord. Il suo impero si contrappone a quello assiro a nord, in questo momento storico più chiuso all’interno dei suoi confini. L’ascesa della prima dinastia viene arrestata dagli Ittiti che entrano in Babilonia e saccheggiano il tempio di Marduk, evento molto importante visto che esso era il dio nazionale. I cassiti si avvantaggiano di questo indebolimento della potenza babilonese, prendendo il potere. Il periodo cassita di Babilonia sarà piuttosto lungo.
IL CODICE DI HAMMURABI Hammurabi è particolarmente famoso per il suo codice. Come per il codice di Ur-Nammu di Ur, ritengo interessante riportare qualche brano che traduco dall’originale in inglese che ho facilmente rinvenuto in rete. Il testo del codice lo riporto in caratteri di colore bianco. Il mio commento in giallo chiaro.
Prologo Quando Anu il sublime, re degli Anunaki, e Bel, il signore del cielo e della terra, che decreta il fato della terra, assegnarono a Marduk, il figlio di Ea e sovrano di tutto, dio della giustizia, il dominio sull’uomo terrestre, e lo rese grande fra gli Igigi, essi chiamarono Babilonia con il suo nome illustre, lo resero grande sulla terra, e fondarono in essa un regno eterno, le cui fondamenta sono state poste tanto solide quanto quelle del cielo e della terra; quindi Anu e Bel chiamarono me per nome, Hammurabi, il re esaltato, il quale temeva Dio, per portare nella terra il governo della giustizia, per distruggere il malvagio e colui che opera il male; affinché il forte non faccia male al debole; affinché io regni sui capi neri di Shamash, e illumini la terra, per promuovere il bene dell’umanità. Hammurabi, il principe, colui che è chiamato da Bel, aumentato in ricchezza e prosperando, colui che ha arricchito Nippur e Dur-ilu oltre ogni paragone, sublime patrono di E-kur; il quale ha ristabilito Eridu e purificato il culto di E-apsu; il quale ha conquistato i quattro angoli della terra, reso grande il nome di Babilonia, ha dato gioia al cuore di Marduk, suo signore…che ha arricchito Ur…il quale ha nuovamente posto le fondamenta di Sippar… il guerriero che ha custodito Larsa… il signore che ha concesso nuova vita ad Uruk, il quale ha portato abbondante acqua ai suoi abitanti…il quale ha riunito gli abitanti dispersi di Isin…il quale fermamente ha fondato le fattorie di Kish… il quale ha fornito cibo e bevande a Lagash e Girsu…il quale riconosce il diritto, e governa secondo la legge, il quale ha restituito alla città di Ashur il suo dio protettore; il quale ha permesso al nome di Ishtar di Ninive di rimanere in E-mish-mish; il sublime, il quale si umilia davanti ai grandi dei; successore di Sumula-il; il potente figlio di Sin-muballit…potente monarca, sole di Babilonia, i cui raggi illuminano la terra di Sumer e Akkad; il re, obbedito dai quattro angoli della terra, amato da Ninni, io sono. CODICE DELLE LEGGI 3. Se un uomo sostiene un’accusa di fronte agli anziani, e non dimostra quello che sostiene, egli, se l’accusa riguarda una pena capitale, sia messo a morte. 6. Se qualcuno ruba una proprietà del tempio o della corte, sarà messo a morte, e anche colui che riceve da quegli la cosa rubata, sarà messo a morte. 9. Se qualcuno perde qualcosa e lo rinviene in possesso di qualcun altro: se la persona che possiede quella cosa dice: “ un mercante me l’ha venduto, l’ho pagato davanti a testimoni” e se il proprietario della cosa dice: “porterò dei testimoni che sanno della mia proprietà” l’acquirente dovrà condurre il mercante che gliel’ha venduto, e i testimoni davanti ai quali lo ha acquistato, e il possessore condurrà testimoni che possono identificare la sua proprietà. Il giudice esaminerà la loro testimonianza – sia dei testimoni davanti ai quali il prezzo è stato pagato, sia dei testimoni che possono identificare con giuramento la cosa perduta. Il mercante sarà riconosciuto come ladro e sarà messo a morte. Il proprietario della cosa perduta riceverà la sua proprietà, e colui che l’ha comprato riceverà il danaro dalle sostanze del mercante. 10. Se l’acquirente non porterà il mercante e i testimoni davanti ai quali ha acquistato l’articolo, e il suo proprietario porta dei testimoni che possono identificarlo, allora l’acquirente è un ladro e sarà messo a morte, e il proprietario riavrà il bene perduto. 11. Se il proprietario non conduce dei testimoni per identificare la cosa perduta, egli è un malvivente…e sarà messo a morte. 12. Se i testimoni non sono disponibili, allora il giudice proporrà una scadenza di sei mesi. Se i suoi testimoni non sono comparsi entro i sei mesi, egli è un malvivente, e subirà le conseguenze del caso. La legge n.13 non esiste in quanto il numero 13 era malvisto, più o meno come ai giorni nostri non troverete sugli aerei i posti a sedere numerati 13 17. 14. Se un uomo ruba il figlio minore di un altro, sarà messo a morte. 128. Se un uomo prende una donna in moglie, ma non ha con lei rapporti, la donna non è sua moglie. 129. Se la moglie di un uomo è colta in flagrante con un altro uomo, entrambi saranno legati e buttati nell’acqua, ma il marito potrà perdonare la moglie e il re i suoi schiavi. 136. Se un uomo abbandona la sua casa, fugge via, e sua moglie va in un’altra casa, se poi quegli ritorna e desidera riavere sua moglie, siccome è fuggito da casa sua abbandonandola, la moglie non tornerà con suo marito. 196. Se un uomo toglie l’occhio ad un uomo, gli sarà tolto un occhio. 197. Se spezza l’osso di un uomo, gli sarà spezzato un osso. 200. Se un uomo spezza un dente di un suo pari, anche il suo dente verrà spezzato. 282. Se uno schiavo dice al suo padrone: “tu non sei il mio padrone”, se viene condannato il suo padrone gli taglierà un orecchio. Conclude il codice un epilogo dello stesso tenore del prologo.
E’ stata la scoperta degli archivi di palazzo a gettare luce sulle vicende della regione del medio Eufrate che vide protagonista il regno della città di Mari. Abbiamo già parlato di Mari nel periodo di Ebla sottolineando l’importanza strategica della posizione di questa città nei commerci. Due elementi convivono in questo periodo, quello nomade e quello sedentario, cittadino, il primo dedito alla pastorizia, il secondo dipendente dallo sfruttamento agricolo del territorio. Sull’estensione di questo regno ci informa il titolo del re Yakhdun-Lim: “re di Mari, Tuttul e Khana”. Nello stesso periodo però, Shamshi-Adad riesce ad assumere il controllo dell’Assiria e ad espandere il suo dominio nella regione. Egli sottometterà Mari e, mettendo in fuga Yakhdun-Lim, metterà sul trono suo figlio Yasmakh-Addu. Mari adesso era parte di un contesto politico molto più vasto ed è decisamente subordinata alle esigenze dell’impero assiro. Ma non sarebbe durato molto. Con la morte di Shamshi-Adad, la potenza assira viene ridimensionata e Mari torna al figlio di Yakhdun-Lim, Zimri-Lim. Quest’ultimo riuscì a riprendere il controllo delle vie commerciali. L’ascesa della potenza di Hammurabi, prima alleato, fu fatale: il re di Babilonia distrusse Mari.
Regno antico 1950 - 1750
Il Crollo di Ur III segna l'indipendenza di Assur e l'inizio della sequenza dinastica assira. Assur è una città commerciale, sorta sulle rive del fiume Tigri. Ho già citato il suo accordo commerciale con la città di Ebla, che quindi la rendeva al centro di un consolidato centro di traffici commerciali. Fu lei ad assumere il controllo del triangolo assiro, dove sorgeva la città di Ninive, zona invece prettamente agricola. La vocazione militare di Assur è facilmente giustificabile dalla sua rischiosa posizione che la esponeva agli attacchi dei nemici dal Nord. Comparando la lista reale composta nel periodo neo-assiro con i ritrovamenti archeologici, le iscrizioni di fondazione lasciate nelle opere di costruzione, si riesce a risalire ai nomi dei primi re Assiri e si apprende della loro opera di costruzione della città, delle mura, dei templi. Le scoperte delle tavolette a Kanish in Anatolia ha rivelato la struttura complessa del commercio fra le due nazioni. Gli assiri esportavano tessuti e stagno in cambio dell'argento così abbondante in Anatolia.
Regno antico 1650 - 1550
immagine tratta dal sito www.monasterovirtuale.it
Abbiamo già parlato dei traffici commerciali fra Anatolia ed Assiria e delle ricchezze naturali della prima: rame ed argento altrove molto ricercati e tanto rari da essere utilizzati come moneta; legname, fornito dall’abbondanza di boschi. Al contrario della Mesopotamia, l’Anatolia rimane per lungo tempo frazionata. Saranno Khattushili e Murshili I i primi re dell’Anatolia Hittita unificata, all’altezza delle grandi potenze mesopotamiche. Sarà questo regno a sconfiggere potenze come quella di Babilonia – sebbene poi la città venga abbandonata a se stessa e aperta all’invasione cassita. Per mano degli Hittiti cadrà anche Yamkhad, potenza dello stesso periodo e di rilevanza quanto quella babilonese. La loro lingua è l’hittita. La scrittura è importata dal sistema babilonese e messa a disposizione della lingua hittita. Ma compaiono anche testi bilingue in hittita e accadico, come gli annali del re Khattushili che narrano gli eventi dei suoi sei anni di regno. In hittita sono tradotti i testi con le gesta di Gilgamesh, Naram-Sin, Sargon.
1550 - 1360 La crisi assira e la caduta di Yamkhad causata dagli Hittiti giocano un ruolo non secondario nell'ascesa, verso la fine del XVII secolo, del regno di Mitanni, che unificherà tutta l'alta Mesopotamia. Il nome dell'autore dell'unità della regione e fondatore della capitale del regno, Washshukkanni, porta il nome di Shuttarna. Ad un certo punto Mitanni si ritrova ad essere lo stato più forte del medio-oriente. Il re Shanshtar riuscì persino ad invadere l'Assiria e depredarla di un ricco bottino. Babilonia era in mano ai cassiti e l'Assiria e gli Hittiti non erano in grado di contrastare l'espansione ed il dominio di Mitanni. I rapporti con l'Egitto prima ostili (XVI-XV secolo) divennero in seguito ottimi, grazie anche ad una politica di matrimoni. Ciò mantenne il confine sud piuttosto stabile. Ma sarà dai suoi più scomodi e poi rinvigoriti vicini che arriveranno i guai maggiori. Gli hittiti alla fine riusciranno ad assoggettare il re di Mitanni e gli assiri, nel XIII secolo daranno il colpo di grazia.
1370-1190
Shuppiluliuma diventa re quando la potenza hittita era offuscata. Ma in breve tempo riesce a costruire un impero di vaste proporzioni, come è visibile nella cartina. La capitale di Khattusha cresce di pari passo con l'impero ed al suo apice arriverà a coprire una superficie di un centinaio di ettari, con circa 20.000 abitanti. L'egemonia hittita andò a sostituirsi a quella egiziana nei numerosi stati vassalli del faraone. La politica aggressiva degli hittiti andava a rimpiazzare quella pacifica di Mitanni. Shuppiluliuma mise i suoi figli sul trono di Alesppo e Karkemish. Sconfisse Aratama II e mise Shattiwaza sul trono di Mitanni, che venne a ricadere adesso nell'area di influenza dell'impero hittita. Alcuni stati si sottomisero volontariamente all'egemonia hittita, dando vita all'unico impero del tempo capace di confrontarsi con quello egiziano. Succede al trono Murshili II. Le turbolenze seguite all'ascesa al trono del nuovo re, compreso il tentativo egiziano di avvantaggiarsi della cosa, non hanno esito. Con il successore Muwatalli, sia l'Egitto, con Seti I e Ramesse II, che l'Assiria si fanno più aggressivi. L'Assiria sottrae Mitanni all'influenza hittita. Mentre l'esercito di Ramesse è respinto. Dopo turbolente vicende di successione, arriva al trono Khattushili, fratello del precedente sovrano, il quale attua una politica di successo con il re egiziano. Da in sposa una figlia a Ramesse e conclude con l'Egitto un trattato paritario che servirà a garantirgli il confine meridionale dell'impero. Il re che seguirà, figlio del precedente, Tudkhaliva IV dovrà scontrarsi con la forza del crescente impero assiro di Tukulti-Ninurta, ma riuscirà a mantenere il confine dell'Eufrate. Altri due re si succederanno, Arnuwanda III e Shuppiluliuma II. Quest'ultimo, nonostante l'evidente declino, potrà celebrare la conquista hittita di Cipro. Ma la parabola discendente è inarrestabile: i fattori di debolezza interna e le genti nemiche provenienti dal mediterraneo, non meglio identificate, causano la distruzione della capitale e la fine dell'impero hittita.
Il regno medio 1360-1050 L'Assiria esce da un periodo di chiusura all'interno dei propri confini classici quando Ashur-uballit diviene re. Con lui la potenza assira tornerà a comparire nella sfera internazionale. Di Assur-uballit è rimasta traccia nella corrispondenza dei faraoni egizi rinvenuta ad El-Amarna. Delle lettere di Amarna ne ho già parlato in un articolo, sebbene lì mi soffermi su problemi di cronologia che in questa sede ho del tutto trascurato. Con il suo successore, Adad-nirari, riprende l'espansione assira nell'alta Mesopotamia. Il re che seguirà, Salmanassar I, segnerà una svolta nella politica assira che ne caratterizzerà tutta la storia a venire. Al controllo delle dinastie dei popoli vinti, verrà invece preferita la deportazione in massa della popolazione vinta, la suddivisione del territorio vinto e la popolazione assira che vi si insedia prende in mano l'economia della zona. Ma è con Tukulti-Ninurta che questo periodo della storia assira vede il suo momento di maggiore espansione. I confini sono molto ampi e definiti: L'Eufrate ad Ovest, a sud Babilonia, a nord la barriera naturale dei monti Zagros e la valle del Tigri. Tukulti-Ninurta punirà la violazione del patto di Babilonia, sconfiggendo e portando prigioniero ad Assur il suo stesso re, Kashtiliash IV, prendendo la stessa città, distruggendo mura e tempio, deportando parte del popolo. Sarà egli stesso sovrano di Babilonia e si proclamerà re di Sumer ed Akkad. Tukulti-Ninurta si dedica anche ad opere di costruzione, nella vecchia capitale di Assur. Costruisce inoltre una nuova capitale: Kar-Tukulti-Ninurta, dove verrà ucciso da una congiura. La crisi del periodo, che portò anche alla caduta dell'impero hittita, colpì anche gli assiri e i successori di Tukulti-Ninurta, ma i confini dell'impero ressero e l'interno dello stato rimase piuttosto saldo. Sarà Tiglatpileser I a ridare alla potenza assira l'estensione territoriale del periodo d'oro di Tukulti-Ninurta. Egli riesce persino a spingersi fino a Babilonia ma non vi rimane. Ma è l'unico sovrano degno di nota in questo periodo di crisi. La rinascita della potenza assira arriverà con l'impero.
e l'invenzione dell'alfabeto
Il territorio di Ugarit non era di particolare grandezza. Si trattava di una città che affacciava sul mediterraneo, vittima a turno, con tanti piccoli altri stati, delle politiche delle grandi potenze del tempo, hittita, egiziana, ecc... Ma è qui che con la scoperta di valore inestimabile di un archivio letterario risalente al periodo che stiamo considerando che Ugarit passa all'attenzione degli studiosi in modo speciale. L'importanza dell'apporto dei Sumeri nel campo della scrittura fu determinante ed influenzò tutta la Mesopotamia: lingua e scrittura erano infatti, nel sumerico, l’una dipendente dall’altra. Con la caduta di Ur e poi di Isin e Larsa, il sumerico divenne una lingua morta a favore dell'accadico. Essa, però, rimase comunque indispensabile per il bagaglio culturale degli scribi, fondamentale per una esatta comprensione della scrittura anche se questa adesso era passata al servizio della lingua accadica.
La scrittura cuneiforme dovunque verrà
adottata, rimarrà legata a queste lingue per le quali era nata. Con essa
viaggeranno anche i testi ai quali diede vita, rendendoli parte inscindibile
del patrimonio della stessa scrittura. Dall’antica mesopotamia ci arrivano i
poemi su Gilgamesh o Enerkar, eroi leggendari, poemi su Ishtar, narrazioni
sugli eroi del diluvio, sul grande re Sargon, sono stati tramandati da
generazioni di scribi, consci di quanto la scrittura cuneiforme fosse
intimamente legata alle lingue e tradizioni che l’avevano prodotta. Già nella Ebla presargonica (2500-2300 a.C), vi era un forte scambio culturale, tale che gli scribi eblaiti andavano a studiare a Mari, dove erano presenti maestri provenienti da Kish. Qui accanto, gli archivi di Ebla al momento del loro ritrovamento.
La fortuna delle spedizioni archeologiche ad
Ebla è nota. Sono stati ritrovati molti testi. Fra questi hanno particolare Il primo codice di leggi che si conosca è quello del re di Ur III (2120-2000 a.C.) Ur-Nammu. In Ur III la burocrazia amministrativa è stata rinforzata con il conseguente aumento di documenti ufficiali, documenti catastali, contratti, ecc… Secondo per antichità, ma primo per notorietà, il codice di Hammurabi.
L’unico ambiente dove la scrittura cuneiforme
riesce a svincolarsi in una certa misura dalla tradizione sumero-accadica,
per essere utilizzata al servizio della lingua locale è stato presso gli
hittiti. Sebbene l’influenza babilonese sia forte ed i maggiori poemi, su
Gilgamesh, Naram-Sin o Sargon sono comunque tradotti e diffusi, la lingua
hittita fece propria la scrittura cuneiforme in maniera che non trovava
precedenti.
In
Egitto, la scrittura egiziana per eccellenza, di poco meno antica di quella
sumerica, è quella geroglifica (nell’immagine a sinistra), molto
impressionante dal punto di vista estetico e pregna di significato per il
popolo egiziano. Questa veniva preferita a forme
La
produzione letteraria egiziana ci ha lasciato vario materiale. Il
racconto di Sinuhe è molto famoso. Gli scritti del faraone Kheti IV,
Ammaestramenti per il re Merikara, sono segnalati da Rohl nel suo libro
“Il testamento perduto”, come prodotti del regno medio. La scoperta dell’archivio della corrispondenza dei faraoni, nell’odierna Tell El-Amarna ha rivelato lo scambio epistolare fra il faraone e i re medio-orientali. Le tavolette sono scritte nella lingua internazionale, l’accadico, nella scrittura in caratteri cuneiformi, accanto alle traduzioni in egiziano. A tal proposito ho scritto un articolo che troverete in questo stesso sito. clicca qui per leggerlo. Accanto una delle lettere dell’archivio dei faraoni.
La grande nuova rivoluzione nel mondo della
scrittura avverrà con la nascita della scrittura alfabetica. Per
trovarne le prime tracce archeologiche dobbiamo considerare i graffiti delle
miniere del Sinai, dove
La testimonianza archeologica che segue in
ordine cronologico è quella dei ritrovamenti di Ugarit, nel secondo quarto
del secolo scorso. La vasta documentazione qui rinvenuta dimostrò l’esistenza di un alfabeto, utilizzato per la composizione di diversi documenti. Impensabile con il senno di poi, ma consuetudine storica, il rifiuto del nuovo fece si che in ambito ufficiale l’alfabeto non fosse accettato e la classe degli scribi, e quindi le documentazioni ufficiali, rimanessero ancorate al sistema di scrittura tradizionale. La scrittura alfabetica è presente ad Ugarit solo negli scritti di genere narrativo. Il tragitto dal primo alfabeto fino a quello oggi in uso sono visibili confrontandone le forme più conosciute: Alfabeto ugaritico
Alfabeto fenicio
Alfabeto greco antico
Alfabeto latino
Abbiamo già detto che furono gli hittiti a dare il colpo fatale alla dinastia erede del grande Hammurabi. Ma furono i cassiti, un popolo proveniente dal nord ad avvantaggiarsene ed impadronirsi del potere nella Babilonia. Non sappiamo il nome del re cassita che compì questa impresa, ma sappiamo che fu Agum II che riuscì a riportare la statua di Marduk rubata dagli Ittiti a Karduniash, nome cassita per Babilonia. I cassiti riescono ad unificare tutta la bassa Mesopotamia. A nord il confine con l'Assiria è garantito da trattati. I rapporti con l'Egitto sono buoni, regolati anche in base a vincoli matrimoniali. La principessa babilonese figlia di Kurigalzu I sposerà un faraone. Visto che gli egiziani non accettavano reciprocità nella politica matrimoniale, i babilonesi potevano soltanto trattare il corrispettivo in oro di una principessa ceduta in moglie. La corrispondenza di El-Amarna conserva le lettere scritte dal re babilonese al faraone. “Kadashman Enlil di Babilonia ad Amenhotep d’Egitto…Come è possibile che avendoti scritto per domandarti la mano di tua figlia, fratello mio, tu mi abbia scritto utilizzando un tale linguaggio, dicendo che non me l’avresti concessa visto che dai tempi più remoti nessuna figlia del re d’Egitto è stata mai data in sposa? Perchè mi dici certe cose? Tu sei il re. Tu puoi fare ciò che desideri. Se tu volessi darmi una figlia in moglie chi potrebbe impedirtelo. Ma tu, mantenendo il principio di non mandare alcuno, non mi hai mandato una moglie. Non eri tu che cercavi una relazione amica e fraterna, quando mi hai suggerito per iscritto un matrimonio, in modo da poterci avvicinare? Perchè non mi ha mandato una moglie mio fratello? [...] E' possibile per te non mandarmi una sposa, ma come posso io rifiutarti una moglie e non mandartela, come hai fatto tu? Ho figlie, non te le rifiuterò in nessun modo... Per quanto riguarda l'oro del quale ti ho scritto, inviamelo presto, durante questa estate [...] prima che mi raggiunga il tuo messaggero, oro in abbondanza, quanto ne hai disponibile. Così potrò completare quanto mi sono prefisso. Se tu me lo invii questa estate [...] l'oro del quale ti ho scritto, ti darò mia figlia in sposa. Quindi manda dell'oro, di buon animo, quanto vorrai.– EA3. Questa lettera è stupefacente. Il re babilonese sembra addirittura vendere la propria figlia e l'oro essere un punto essenziale di quella che sembra più possedere i connotati di una contrattazione commerciale piuttosto che di un intreccio diplomatico. Più complicata è la situazione sul confine assiro e la situazione precipiterà col re Tukulti-Ninurta, come abbiamo accennato parlando del regno medio-assiro. Questi, approfittando della violazione del re babilonese del trattato stipulato, punisce Kashtiliash battendolo, facendolo prigioniero e portandolo ad Assur. Ma farà ancora di più, proseguirà fino a Babilonia e la prenderà, diventandone il suo re, per sette anni. Poco dopo Babilonia tornerà indipendente. Ma non per molto. Il re elamita Kuti-Nakhunte darà il colpo di grazia alla dinastia cassita, portando via da Babilonia, ancora una volta, la statua di Marduk. Una cosa c'è da notare e sottolineare. Sebbene i cassiti fossero al potere, essi non incisero in maniera significativa sulla produzione e cultura letteraria babilonese, che continua il suo percorso indisturbata o quasi, con un recupero dei classici ma anche con una produzione propria.
La crisi demografica del XII secolo contribuì ai fattori che portarono alla prevalenza di una nuova popolazione nella zona siro-palestinese: gli Aramei. Secoli addietro abbiamo già visto accadere qualcosa di simile quando nell'antica Mesopotamia la comparsa dei semiti portò alla fine alla predominanza di questi a discapito dei Sumeri. La comparsa delle genti aramee andrà ad assumere una rilevanza degna di nota perchè la loro lingua, l'aramaico, finirà per dominare tutta la scena medio-orientale, arrivando ad essere presente fino in Egitto. Nelle zone di lingua cananea l'esplosione aramaica è uno sviluppo di elementi già esistenti e la continuità è evidente. Diversi, invece, e più complessi i motivi che portarono questi popoli e soprattutto la loro lingua ad imporsi nell'alta e bassa Mesopotamia. In pochi secoli l'aramaico prenderà il sopravvento sulle lingue cananee ed anche sull'assiro ed il babilonese. Ovviamente le lingue ufficiali tenderanno a resistere più di quanto succeda fra la popolazione, ma alla fine quando ormai la maggior parte della popolazione di Siria, Palestina e Mesopotamia parlava aramaico, questo cominciò ad essere utilizzato per i documenti ufficiali. Nell'impero neo-babilonese l'aramaico coesisteva con l'accadico. Con una importante precisazione: mentre l'accadico continuava ad essere scritto in caratteri cuneiformi, l'aramaico era scritto utilizzando l'alfabeto. Mentre il re elamita Shutruk-Nakhunte, passando da Kish ed Accad, scende fino a Babilonia e impone suo figlio come governatore, il sud è unito sotto la seconda dinastia di Isin. Sarà Nabucodonosor I, appunto della II dinastia di Isin a recuperare le posizioni pedute, cacciando via gli elamiti, recuperando la statua di Marduk. Babilonia diventerà la capitale del suo regno, che comprenderà tutta la regione ad ovest del Tigri, il territorio classico babilonese. Con l'inizio del I millennio, il dominio dell'Assiria va allargandosi dai confini tradizionali fino a culminare nell'impero assiro.
Con questi re viene consolidato il dominio sui territori assiri classici, quelli dei tempi di Tukulti-Ninurta I. Assurnasirpal II attraversa l'Eufrate e arriva fino al Mediterraneo. Sono gettate le basi per il successivo sviluppo dell'impero assiro: mancano l'estensione e soprattutto l'organizzazione sufficiente.
L'egemonia assira è predominante. L'opera di Salmanassar III è stata più incisiva del suo predecessore, ma manca un'organizzazione centralizzata e si assiste più ad una confederazione di stati che riconoscono la monarchia assira che un impero vero e proprio. Una lotta di secessione porta al potere
L'equilibrio della zona che vedeva Assiria/Babilonia/Elam come confinanti ma potenze di pari forza, lascia il posto ad una chiara superiorità assira. Da ulteriori dissidi interni emergerà il nuovo re,
Questi ribalterà la situazione. Egli organizza l'impero in province sulle quali porrà dei governatori, a discapito delle dinastie locali. Tornano le deportazioni. L'impero si spinge fino alla Palestina. Finita la dinastia cassita di Babilonia, emerge un nuovo elemento fra le popolazioni: i Caldei. Nonostante loro, Tiglatpileser diventa re di Babilonia. Dopo la breve parentesi di 4 anni soltanto, Salmanassar V, diverrà re
Continua il processo di centralizzazione iniziato da Tiglatpileser III. Viene menzionato nella Bibbia ed il re della distruzione di Samaria e del regno di Israele. Sconfigge l'Egitto. Sbarca a Cipro e conquista l'isola. Prevale sui Caldei, ai quali però non darà il colpo di grazia, grazie anche all'alleanza di questi con un Elam rinforzato. Sargon II muore in battaglia, lasciando al figlio, suo erede al trono, un impero che ha raggiunto la sua massima espansione.
Riprende la questione lasciata a metà dal padre, battendo la coalizione Elam-Caldei e distrugge Babilonia.
Non approvando l'opera del padre, favorisce la ricostruzione di Babilonia ed applica una politica che la favorirà. Ma l'azione contro le tribù aramaiche e caldee continua. Esarhaddon entra in Egitto, giungendo fino a Menfi. Un'azione impensabile in altri tempi, fu facilitata dalla debole dinastia etiope al potere.
Fu un sovrano diverso rispetto ai precedenti per il suo particolare interesse per i libri: creò una vastissima biblioteca nel suo palazzo a Ninive, adesso alla sua massima gloria. Egli stesso era ferrato nelle lingue Sumerica ed Accadica (almeno così sembrerebbe da quanto egli stesso afferma). La sua vastissima biblioteca è stata per noi ottima fonte per i testi babilonesi. I Caldei sono spinti a Sud, mentre l'Elam è duramente punito. Susa, la capitale, viene distrutta, mettendo fine all'Elam. Il vuoto lasciato permetterà ad un altro popolo di emergere: i persiani. Alla morte di Assurbanipal, l'impero assiro è al suo apice, consolidato nella sua organizzazione e nelle sue massime posizioni. Ad Assurbanipal succedono i figli, ma da lì a poco sarebbe arrivata la fine dell'impero per mano della coalizione di Medi e Babilonesi (Caldei).
l'impero neo-babilonese Il caldeo Nabopolassar (625-605) diventa re di Babilonia. Sarà la sua alleanza con i Medi a determinare la caduta dell'impero assiro. Nel 614 a.C. è la volta di Assur. Due anni più tardi di Ninive, che verrà distrutta dai due eserciti insieme. Nel 610 i due eserciti salgono fino a Kharran, dove si era ritirato Ashur-Uballit II e la conquistano segnando la fine di un'era. Il figlio di Nabopolassar, Nabucodonosor II, sconfigge gli egiziani a Karkemish e prende la città. Mentre li insegue apprende della morte del padre e ritorna a Babilonia per succedergli al trono. La fortuna dell'impero neo-babilonese è legata alla figura di Nabucodonosor II, nonchè ad una concomitanza di circostanze favorevole che dapprima consentono la disfatta dell'Assiria (alleanza con i Medi) e il facile controllo della zona palestinese a causa anche delle vicende legate alle deportazioni assire. L'Egitto è ricondotto ai suoi confini naturali. Clicca qui per leggere l'articolo su Nabucodonosor II. Nabucodonosor sarà l'autore della deportazione del popolo di Giuda, evento indelebile nella memoria storico-religiosa di Israele. Il primo ingresso del re avvenne nel 605 a.C. In questa occasione depredò il tempio e portò con sé parte dei giudei. Vedi nella Bibbia il libro di Daniele, capitolo 1. Dopo varie ribellioni dei re di Giuda, nel 586 a.C. Nabucodonosor distrugge la città, il tempio e deporta il popolo in massa. L'importanza di questo re non è legata alla sua capacità militare, ma anche alla grandezza delle opere edilizie che intraprese, nella capitale ma non solo. Fondamentalmente Babilonia non era preparata a gestire un impero di queste dimensioni e dopo la morte di Nabucodonosor II il regno non sarebbe durato molto. L'ultimo re è Nabonedo, usurpatore del trono. Malvisto dagli stessi babilonesi, tralaltro per la sua assenza dalla città, fu catturato dai persiani di Ciro, il quale entrò trionfalmente in Babilonia acclamato come un liberatore. Babilonia non venne distrutta, anzi va ad assumere un posto di rilievo all'interno dell'emergente impero persiano.
Babilonia era troppo impreparata per la gestione di un impero. Il testimone passa molto presto ad una nuova potenza, quella persiana. Sarebbe stata l'ultima potenza medio-orientale. Tra il 1300 e il 900 a.C. l'elemento iranico prevale su quello indo-europeo nell'Elam. Una serie di popoli, accomunati da lingua e religione, fra i loro i Medi ed i Persiani. La società è divisa fra guerrieri, sacerdoti e contadini. I motivi della loro predominanza sugli indo-europei sono legati alla loro superiorità tecnica nelle tecniche di agricoltura e nella guerra, con l'uso del cavallo. L'ideologia religiosa è il Mazdeismo che trae origine dal pensiero di Zoroastro, se questa figura può ricollegarsi ad un personaggio storico, fatto messo in discussione. Ahura Mazda è il nome del dio unico di questa filosofia, un dio "buono" contrastato da un principio nemico minore e malvagio. Sarà questa la religione dell'impero persiano. Fino a circa il 670 a.C. circa i Medi sono ancora divisi e sotto l'egemonia assira. Ma dalla provincializzazione assira, i Medi hanno appreso il senso dello stato e dell'importanza di una organizzazione amministrativa. Con la fine dell'Elam e la distruzione di Susa ad opera dell'assiro Assurbanipal. E' qui che sorge la dinastia persiana. Kashtaritu (Fraorte per Erodoto) unisce i medi, sconfigge gli assiri e sottomette i persiani. L'alleanza con i babilonesi porta alla distruzione dell'impero assiro. Assur cade per mano degli stessi medi nel 614 a.C. Due anni dopo gli eserciti congiunti segnano la caduta di Ninive. Ad un certo punto però, prevalgono le ambizioni della dinastia persiana. Se con Ciro I e Cambise I avevano prevalso i Medi, con Ciro II il Grande (559-530) cambiano gli equilibri. Combatte Astiage e lo batte, anche perchè godeva ormai del sostegno e della fedeltà della regione. I persiani assumono il dominio dell'impero. Cambia, rispetto ai Medi, la politica espansionistica. Nel 539 la conquista di Babilonia annette i territori mesopotamici e siro-palestinesi. Ma siamo lontanissimi dalla politica distruttiva degli assiri. L'impero nascente si sarebbe fondato sul pluralismo (linguistico, culturale, religioso) e sulla tolleranza. Anche l'ingresso a Babilonia non era stato violento e la macchina statale precedente venne lasciata intatta, così come gli usi e le abitudini tradizionali poterono continuare indisturbati, anzi l'imperatore diventava difensore proprio dell'identità nazionale, la garantiva e proteggeva. Fu di Ciro II l'editto per il ritorno del popolo di Israele in Palestina per operare la ricostruzione. Succede al trono Cambise II (529-522), che annette l'Egitto e Cipro. Salirà al potere Dario (521-486). Sarà lui a dividere l'impero in 20 Satrapie. E per capire quanto imponente fosse ormai, basta considerare che il vecchio impero neo-assiro comprendeva solo 4 Satrapie e quello caldeo soltanto 2. Dario continua e perfeziona la politica di Ciro. L'opera edilizia, la costruzione di strade, il sistema postale, la diffusione della moneta, la navigazione progrediscono in tutto l'impero. Un impero ormai universale. L'impero persiano sarà l'ultimo a vedere protagonista le genti di questa regione. Sarà Alessandro il Grande a porre fine all'impero conquistando quasi tutto il mondo conosciuto di allora: la leggenda narra che pianse perchè non vi erano più terre da conquistare per la prima potenza non medio-orientale.
Alessandro Magno e la nascita dei regni ellenistici Qualcosa di straordinario accade nell’equilibrio delle potenze mondiali alla metà del IV secolo a.C. Fino a questo momento gli equilibri politici erano stati decisi da potenze orientali: Sumeri, Assiri, Babilonesi e adesso i Persiani. Adesso invece il baricentro politico ed anche culturale del mondo si sposta ad Ovest. Le polis greche erano delle città stato indipendenti. L’unità culturale che fondamentalmente le accomunava e le varie alleanze nate durante i conflitti interni ed anche quelli contro la potenza persiana, non avevano mai visto l’istaurarsi un potere centralizzato che unificasse la Grecia alla stessa stregua delle potenze orientali. E’ noto l’antagonismo fra le due arcinemiche Sparta ed Atene. La conflittualità aperta fra queste città, culminata rovinosamente nella guerra del Peloponneso (431- 404 a.C.) non portarono ad altro che ad un ulteriore indebolimento generale. Di questa situazione ne approfittò il sovrano macedone Filippo II. I macedoni erano parenti stretti dei greci, linguisticamente e culturalmente. E la posizione che li poneva sotto continue minacce esterne, li rendeva militarmente più forti. Appena giunto al potere, Filippo, con grande capacità strategica, riuscì ad espandere la sua influenza in Grecia. La coalizione fra Atene e Tebe arrivò troppo tardi per fermare le ambizioni del sovrano macedone. Ed era solo il primo passo, visto che il vero obiettivo era muovere l’intero popolo greco contro l’odiata potenza persiana. La morte improvvisa di Filippo II nel 336 a.C. arrestò la sua ascesa, ma non quella della Macedonia che passò nelle mani del suo figlio ventenne Alessandro. Nessuno avrebbe potuto mai nemmeno sognare quello che riuscì a fare questo giovanissimo e temerario condottiero, capace di guidare in prima fila il suo esercito combattendo con tale coraggio da motivare il suo esercito e farlo chiamare “il Grande” o “Magno”. Nel proseguire i disegni di suo padre, la sua avanzata fu inarrestabile. Sebbene, come già accennato, fosse ancora giovanissimo, dimostrò grande determinazione. Non esitò a distruggere la città greca di Tebe per punirne la ribellione.
La cartina è tratta da www.mappery.com. Clicca qui se vuoi vedere la figura ingrandita. Nel 334 a.C. Alessandro Magno iniziò a muovere contro la Persia. La sua avanzata fu inarrestabile. Entrò in Anatolia, sconfisse i persiani, espugnò Tiro. Nel 331 fondò in Egitto la città di Alessandria. Quindi sconfisse definitivamente l’esercito persiano incorporandone l’impero al suo regno. Non pago, tentò di spingersi ancora più ad est, arrivando fino in India. Nel 323 a.C. la sua inarrestabile avanzata e le sue ambizioni, furono bruscamente stroncate dalla sua prematura morte, a 33 anni, in Babilonia, sembra a causa di una febbre. Alessandro morì senza che il suo unico erede al trono – troppo giovane – potesse assumere il potere; né vi riuscì in seguito, nonostante i tentativi della madre e della nonna. Il suo impero venne spartito fra i suoi generali.
Flavio Giuseppe, lo storico ebreo del I secolo, racconta che Alessandro risparmiò la città di Gerusalemme perché gli venne mostrato che nel libro biblico di Daniele era prevista la sua ascesa. Infatti nel capitolo 8 di questo libro viene raccontata la sua ascesa con straordinaria accuratezza di dettagli.
L’importanza dell’estensione della conquista greco-macedone e delle monarchie ellenistiche dei suoi successori non è limitata all’elemento politico, ma, a mio avviso, soprattutto all’influenza culturale che inevitabilmente portò con sé e che lascerà un segno indelebile nella storia dell’umanità. Molti capisaldi della nostra cultura e pensiero, parte del nostro patrimonio linguistico e culturale, persino religioso, lo dobbiamo all’influenza del pensiero e la lingua greche. Emblematico della forza del fenomeno ellenico, fu la città di Alessandria. Qui, sotto il patrocinio della dinastia dei Tolomei, sorse il più grande centro culturale del mondo antico con la famosa biblioteca che contava fino a 500.000 libri. Fu ad Alessandria che venne approntata la traduzione in greco dell’Antico Testamento detta dei Settanta (LXX), dal numero, arrotondato, dei traduttori originali. Fu a causa dell’estensione dell’influenza ellenica che il greco, nella sua forma chiamata Koinè, divenne la lingua franca di tutto il Mediterraneo, parlata praticamente dovunque. Scavi archeologici hanno riportato alla luce scritti in greco fino nel lontanissimo Afghanistan. Anche dopo il sorgere dell’impero romano, la lingua e la cultura greca non furono meno diffuse e presenti. Alcuni titoli dello stesso imperatore romano erano in greco. Il Nuovo Testamento, composto nel I secolo dopo Cristo, in piena dominazione romana, fu interamente scritto e diffuso in greco Koinè.
L’avanzata romana travolse nel 150 d.C. circa prima la Grecia; nel 50 d.C. circa la Siria; nel 30 d.C. l’Egitto. Il sogno di Alessandro gli sopravvisse per soli tre secoli. Anche l’ascesa di Roma era stata vista nelle profezie del libro di Daniele.
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